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Coronavirus, ecco perché il vaccino non sarà pronto per contrastare l’epidemia attuale

Linkiesta

In queste ore surreali, mentre i casi di infetti e morti per il COVID-19 sono in aumento, le persone corrono al riparo chiudendosi in casa, svuotando i supermercati e dando fondo alle scorte di gel disinfettante per le mani – e mentre iniziano a emergere le polemiche tra infettivologi circa la gravità della situazione – rimangono ancora aperte le domande sullo sviluppo di un vaccino che possa prevenire la malattia in maniera efficace. Nel giro di poche settimane, diversi ricercatori (tra cui alcune italiane) sono riusciti a isolare la sequenza del virus. Un bel passo avanti per l’individuazione di un trattamento adeguato. Ma secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ci vorranno almeno 18 mesi per sviluppare un antidoto al coronavirus. Normalmente, lo sviluppo di un vaccino richiede tra i 2 e i 5 anni di tempo. E anche in un caso come quello di Ebola, dove i tempi erano stati da record, ci sono voluti comunque 12 mesi.

Articolo di Irene Dominioni uscito su Linkiesta.it il 25/02/2020

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