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Fondazione Versiliana: si dimettono tutti

Presidente, consiglio e direttore artistico resteranno operativi fino alle elezioni. Piero Di Lorenzo: «Abbiamo risanato e rilanciato il festival, il nostro compito è finito».

PIETRASANTA. Tutti dimissionari: presidente, consiglio, direttore artistico. La gestione della Fondazione Versiliana griffata Piero Di Lorenzo, dopo poco più di 2 anni e mezzo di attività, va dunque agli archivi: «Il 15 aprile le nostre dimissioni saranno esecutive anche se per senso di responsabilità istituzionale resteremo operativi, per l’ordinaria amministrazione, fino al giorno successivo all’elezione del nuovo sindaco» annuncia Di Lorenzo.

Risanamento. «Due anni e mezzo di lavoro hanno consentito all’attuale consiglio di gestione – spiega Di Lorenzo – di risanare e restituire alle sue attività istituzionali la Fondazione Versiliana: il nostro compito è dunque concluso. Nel 2015 abbiamo ereditato una perdita di 842mila euro che è stata ripianata. Le attività del teatro invernale, teatro estivo, incontri al Caffè e Spazio dei piccoli sono state rilanciate secondo criteri di economicità portando i costi della Fondazione dai 2 milioni e 348 mila del bilancio 2015 a 1 milione e 626 mila del bilancio 2017 segnando un risparmio di 722mila euro nell’anno, dopo il risparmio di 686mila euro registrato dalla gestione 2016. È stato poi ricostituito il patrimonio netto della Fondazione passato dal meno 822mila euro del 2015 ai più 108mila 632 euro del 2017. Le strutture della Villa e in particolare il bar e il ristorante, trovati in condizioni di totale inagibilità, sono state ripristinate a fronte di un contratto di “sponsorizzazione”, senza che i cittadini di Pietrasanta pagassero 1 euro del costo».

Caffè. «Tutti gli impianti – prosegue Di Lorenzo – sono stati ristrutturati e rinnovati. È poi evidente a tutti che Pietrasanta in due stagioni è diventata il salotto estivo della politica e della cultura. In merito al rilancio degli “Incontri al Caffè”, solo una visione miope e settaria può indurre a fingere di non vedere o, peggio, a non capire che aprire i tg della sera per otto volte e presentare una rassegna stampa e video che sembra un’enciclopedia è una promozione pazzesca per l’economia del territorio. Un solo spot televisivo di prima serata Rai per pubblicizzare Pietrasanta e la Versilia sarebbe costato circa 50mila euro: quanto vale un passaggio su un tg che a differenza delle pubblicità «certifica», oltre che comunicare, la bontà di una località turistica?

Festival a costo zero. «La Fondazione non è un organizzatore di show, concerti e serate e quindi deve limitarsi a dare gli spazi senza assumersi il rischio dell’impresario. La precedente gestione – sottolinea Di Lorenzo – ci ha fatto trovare un passivo di 842mila euro. La nostra programmazione artistica, che è stata di ottimo livello nelle due stagioni passate, al cittadino di Pietrasanta non è costata niente. Che poi usufruire degli stanziamenti del Fondo unico dello spettacolo nella situazione di utenza della Versiliana fosse una baggianata lo aveva già messo a verbale dell’ultimo consiglio con grande onestà intellettuale il presidente della passata gestione, Manrico Nicolai. Detto questo il nostro direttore artistico costa 50mila euro mentre un professionista selezionato con bando sul mercato europeo ne costa 250mila l’anno e chiede garanzie di un budget minimo di spesa di un milione. Un fatto è certo: grazie al nostro lavoro in questi due anni, su Festival e Caffè, si è decuplicato il valore del brand Versiliana».

Fonte: Il Tirreno

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