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Intervista de Il Tirreno a Piero Di Lorenzo

“Così la Versiliana è tornata grande. E crescerà ancora”
Il Presidente della Fondazione tira le somme di un anno di gestione, e oggi arriva Renzi.

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi è atteso questo pomeriggio sul palco, intorno alle 19,30 (e non le 18,30 come era in programma, perchè il premier ha annunciato via social che vuole seguire la finale olimpionica di pallavolo). E al Caffè della Versiliana di Marina di Pietrasanta, sarà ressa, quella delle grandi occasioni. Un po’ come capitava in passato quando all’ombra dei pini – oggi rarefatti dalla tempesta di vento del 5 marzo di un anno fa – passavano i vari Spadolini, Andreotti, Fini, Casini e via dicendo.
“La Versiliana sta rinascendo. Anzi è rinata”. Parola di Piero Di Lorenzo, 65 anni, romano di adozione, numero uno della Fondazione Versiliana dal settembre 2015, che nella vita di tutti i giorni fa ben altro: è presidente di un centro di ricerca farmaceutica che fa capo a 250 scienziati. Centro che ha scoperto, non più tardi di un anno fa, il vaccino anti-ebola.
Ma il suo curriculum non si ferma qui ed è proprio per questo che si incontra con la Versiliana, uno dei centri culturali principali dell’estate italiana. Di Lorenzo ha una società di produzione cinematografica, che ha lavorato per anni con la Rai prima di denunciare le logiche distorte degli appalti e di una consulenza istituzionale.

Perchè ha accettato di guidare la Versiliana?

“Me lo ha chiesto il sindaco di Pietrasanta, Massimo Mallegni, e siccome adoro questa zona dove si respira cultura e arte, ho detto sì. Ad un patto.

Quale?

“Ho preteso carta bianca. Alla pari di tutto il consiglio di amministrazione della Fondazione, non prendo 1 euro di stipendio, non ho rimborsi e tutto quello che spendo, per viaggi, mangiare e resto, me lo pago. Questo mi rende ancora più libero, io che non sono un uomo di parte. Posso piacere o meno, e infatti il mio agire ha infastidito qualcuno in Versilia. Chi? Ad esempio alcuni politici di destra come di sinistra, ma sono prese di posizione che mi scivolano addosso. E comunque ho il sindaco (di centrodestra ndr) che mi appoggia. E fatti, numeri e progetti, a fine estate dimostreranno come questo luogo stia rinascendo e come come si sia cambiato marcia, nel segno del rigore, della trasparenza, della professionalità”.

Il Caffè, lo spazio dove è stato inventato il talk-show qualche decennio fa, prima che diventasse un format quasi quotidiano delle tv, è ancora il cuore della Versiliana. Nel mese di luglio la partenza è stata però difficile quanto a presenze. Perchè?

“Da settembre 2015 a maggio 2016 abbiamo combattuto con i debiti ereditati dalla precedente gestione e lavorato per ristrutturare il parco. Quando non sai se consegnare o meno i libri contabili al Prefetto, l’ultimo pensiero è la programmazione. Di conseguenza il cartellone del Caffè e del Festival ne hanno inizialmente risentito: il responso di agosto è, però, entusiasmante, Da anni non si vedeva, al Caffè, tanta gente così e un parterre di ospiti di questo lignaggio. E non mi riferisco solo a Renzi. Parlo di Gabrielli, di Cantone. E di tantissimi protagonisti di giornalismo, spettacolo e cronaca.”

Come è nato l’arrivo di Renzi?

“A marzo il premier ha fatti visita al mio centro di ricerca a Pomezia: ha detto subito di sì. Del resto ama la Versilia”

Per i pietrasantini la Versiliana ha una sua sacralità invidiabile: Caffè, Festival, spazio bambini, mostre e stop. Poi arriva Di Lorenzo ed ecco, a corollario, le feste di partito (ci sarà dopo quella del quotidiano, Il Fatto, quella della Lega Nord), il ristorante nel parco, l’affitto degli spazi. Perchè?

“La Versiliana è uno strumento di promozione e di arte e cultura, ma è anche di supporto economico alla comunità. Se una volta chiusi i nostri festival, un partito o un’associazione intende discutere nel parco e paga, non vedo dove stia il problema. E infatti il nostro progetto ha convinto il Comune e la Banca Versilia, soci della Fondazione, che completeranno il risanamento economico. Così come il presidente della Regione Enrico Rossi, che per la prima volta indicherà un suo referente nel cda. E’ un fatto importantissimo.La Versiliana era un nobile decaduta che ha recuperato credibilità.”

Ma come non perdere di vista l’obiettivo primario, che è fare cultura, in questo posto?

“Per ristrutturare la Fabbrica di Pinoli (un’area per mostre ed eventi ndr), lo Spazio Bambini ed altre sedi sono stati investiti 400 mila euro a costo zero per la comunità, perchè arrivati da sponsor e contributi. Non è fare cultura garantire ai bambini un’area sicura, pulita e funzionale? O avere un bar decoroso che degli imprenditori seri, selezionati con un bando, gestiranno per 4 anni dopo averlo ristrutturato. E aggiungo: nonostante un budget inferiore è stata allestita una stagione teatrale al Festival di enorme valore culturale. Ma di cosa stiamo parlando?

E per il prossimo anno?

“Il primo progetto è la copertura del Caffè. A settembre partirà un concorso di idee. La Versiliana non può vivere solo due mesi l’anno. Ora che i conti sono stati sistemati e che il parco è tornato, anche se molto resta da fare, al suo antico splendore, siamo tutti più fiduciosi e ottimisti”.

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