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Irbm, Cnr e Iss: nasce Cnccs Banca dei composti biomolecolari

Irbm, Cnr E Iss: Nasce Cnccs Banca Dei Composti Biomolecolari

Una banca dei composti biomolecolari, sostanze che sono alla base di tutti i farmaci, esisteva negli Stati Uniti. Quando di recente le autorità europee hanno sentito l’esigenza di fare decollare una banca pubblica, hanno scoperto a sorpresa che anche nella UE una c’è già: è a Pomezia, alle porte di Roma. Si chiama Cnccs (collezione nazionale dei composti chimici e centro screening) e si candida a  diventare punto di riferimento per il progetto europeo.

Il Cnccs è nato un anno fa come consorzio pubblico-provato fra il Cnr, l’istituto superiore di sanità (Iss) e l’Irbm SpA, cioè l’ex centro di ricerca della multinazionale farmaceutica Merck, ora proprietà italiana di Piero Di Lorenzo, che è anche amministratore delegato del consorzio.

Il Cnccs ha sede nella cittadella scientifica dell’Irbm, 80 mila metri quadrati, di cui 22 mila per i laboratori (sono un centinaio).

«L’Irbm continua a fare ricerca in proprio e per conto delle aziende farmaceutiche.» precisa Di Lorenzo «e partecipa al consorzio portando in dote sofisticate apparecchiature per lo screening molecolare e le competenze scientifiche di un’ottantina di ricercatori».

È per l’esperienza e per queste apparecchiature da oltre 1 milione di euro ciascuna, solo cinque esemplari al mondo, che «Cnr e Iss hanno ritenuto opportuno il matrimonio pubblico-privato per realizzare la banca dei composti biomolecolari» aggiunge  Giuseppe Martini, direttore del dipartimento scienze della vita del Cnr.

I vantaggi saranno sia per i ricercatori, che disporranno di una più ampia varietà di composti biomolecolari e maggiori possibilità di sviluppo dei brevetti (oggi l’Italia produce il 6 per cento della ricerca scientifica mondiale e solo il 3 per cento dei brevetti), sia, di conseguenza, per l’indotto industriale.

 

Fonte: Panorama del 21 Dicembre 2011

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