skip to Main Content

L’IRBM dopo il rischio collasso riapre i battenti

L’IRBM Dopo Il Rischio Collasso Riapre I Battenti

L’istituto di ricerche biologiche molecolari di Pomezia ha attualmente la nuova denominazione di “IRBM SpA”.

Il collasso occupazionale dei 200 dipendenti e l’annuncio della conseguente chiusura del prestigioso istituto avevano generato frustrazioni e preoccupazioni, non solo a livello territoriale.

All’IRBM dovevamo e dobbiamo le preziosissime ricerche già proficue dal 2008 sul “Raltegravir”. Il principio attivo sperimentale che potrebbe essere un valido antiretrovirale per arginare gli effetti dell’Immunodeficienza acquisita. La sindrome tristemente nota sotto la sigla AIDS.

Le ricerche effettuate da Vincenzo Summa sull’inibitore HIV hanno già consentito all’Azienda il conseguimento de “Le Gran Prix Galien 2008”, considerato l’equivalente del Nobel nel settore disciplinare avanzato della farmacologia.

Con alle spalle oltre 20 anni di impareggiabili pubblicazioni scientifiche, ed un parco di 22 laboratori forniti delle migliori attrezzature, l’IRBM ha rischiato di chiudere per il fatto che la multinazionale americana, Merk Sharp & Dohme aveva voluto privilegiare la ricerca in ambito statunitense.

Se sarà ancora possibile contare su 30 ricercatori di alta qualità, è per i lungimiranti investimenti del professionista e imprenditore romano Piero Di Lorenzo che ha commentato: “L’importante era ripartire e salvare un’azienda che è un nostro fiore all’occhiello”.

La missione dell’Istituto di Ricerca resta quindi, quella di progredire sulle tecnologie di screening, sulle conoscenze e competenze della biologia e farmacologia in vitro, e sulle strutture biofisiche che fanno la complessità umana.

Nei prossimi mesi potremo attendere con fiducia gli esiti delle sperimentazioni attualmente in corso sull’epatite C, sul cancro e sull’obesità.

 

 

Fonte: Città e Regione n°9 Aprile 2010

Back To Top