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Il Corriere della Sera: Nasce a Pomezia il siero antiebola

Ricerca Prodotto nei laboratori della lrbm SpA sulla via Pontina

Piero Di Lorenzo

“Il siero antiebola è prodotto  dai laboratori della Irbm SpA di Pomezia: siamo orgogliosi di questa eccellenza italiana nel Lazio”. Il primo a congratularsi con i ricercatori della «cittadella» medica sulla via Pontina, a pochi chilometri da Roma, è il pre­sidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. E nei laboratori all’avan­guardia dell’istituto di Ricerche Bio­logiche Molecolari laziale che è nato il primo vaccino – il Chad3Ebola-Zaire – contro la malattia letale che sta flagel­lando i paesi africani e non solo.

Poche settimane di sperimentazione e poi le 10 mila dosi sviluppate a Pomezia saranno utilizzate sul campo. Un parco scientifico di oltre 7omila metri quadrati, un gioiello del campo della ricerca avanzata, che eppure in passato ha rischiato anche la chiusura, cambi di proprietà e annessa fuga di super-cervelli italiani.

“Siamo orgogliosi di aver sostenuto l’istituto, grazie ad un finanziamento di Cnr e Istituto Superiore di Sanità per la ricerca sulle malattie rare. Continueremo così perché crediamo nel Lazio. Questa è l’Italia che ci piace”, ha detto Zingaretti.

“Abbiamo creato questa joint venture con i laboratori di Pomezia quattro anni fa perché è una struttura all’avanguardia.  Abbiamo lavorato lì per 17anni- spiega Alfredo Nicosia, chief scientific officer di Okairos, casa madre della ricerca – Abbiamo pronte già 4mila dosi che ora saranno usate  nei trial umani negli Usa già la prossima  settimana. Poi a inizio 2015 i lotti di vaccino arriveranno  in Africa”.
Un team di oltre cinquanta  scienziati ha lavorato a lungo su questo siero: gran parte dei ricercatori  sono donne e a Pomezia sono guidate da Loredana Fiani e Stefania Di Marco. Ben prima che la comunità internazionale si accorgesse della gravità dell’epidemia, Okairos era già all’opera.

“Siamo cautamente ottimisti sulla cura – sottolinea Nicosia – perché i risultati ottenuti sono straordinari”. Una grande conquista per i laboratori alle porte di Roma dove nelle provette ci sono già in sperimentazione i vaccini contro malaria e Aids.

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