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Piero Di Lorenzo sgretola il sistema illecito degli appalti RAI

Piero Di Lorenzo Sgretola Il Sistema Illecito Degli Appalti RAI

Dopo gli ultimi fatti di cronaca riguardanti la gestione degli appalti in Rai durante la gestione Gubitosi la domanda che subito viene in mente è: perché queste nefandezze, anziché essere inviate immediatamente alla Procura della Repubblica, sono state tenute nascoste agli inquirenti durante la gestione del “moralizzatore” Gubitosi e dei suoi accoliti, nonostante la denuncia di Piero Di Lorenzo?

Parlando di questi ultimi, i famigerati “Gubiboys”, non è passata inosservata la figuraccia fatta da Valerio Fiorespino nel rispondere con mezze frasi imbarazzate alle domande di Paolo Mondani di Report. Fiorespino, colpevole di aver dichiarato il falso nel corso di un audit sulle vergognose malefatte di Chiara Galvagni, ha risposto alle domande in modo esilarante: «Per appalti o acquisti superiori ai 50mila euro è previsto un collaudo collettivo che non risulta sia stato fatto. Quindi non è che siano inesistenti: hanno dei profili di irregolarità».

E quando Mondani gli chiede per quale motivo, una volta accertati i fatti “inquietanti” riguardanti il comportamento del direttore della fotografia di Sanremo, questi non erano stati portati all’attenzione della Procura della Repubblica per un approfondimento giudiziario, la risposta di Fiorespino è «L’Audit lo abbiamo trasmesso alla Magistratura… Lo abbiamo trasmesso alla Magistratura contabile».

Gubitosi era andato in Procura per denunciare un gruppo di giornalisti del Tg1 (“colpevoli” di aver percepito qualche migliaio di euro per straordinari notturni a suo parere non dovuti) e non aveva trovato il tempo per denunciare una truffa da 35 milioni di euro?

Com’è possibile? È facile da spiegare: Gubitosi e il gruppo di dirigenti utilizzavano gli audit solo per crearsi un alibi. Basti pensare alle risposte date in merito alla denunzia dell’ imprenditore Piero Di Lorenzo.

Piero Di Lorenzo aveva infatti denunciato delle illegalità e, in quell’occasione, Gubitosi disse che aveva ordinato un Audit, ma che non era emerso alcunché.

Nelle stesse pagine dell’Audit, tra le tantissime altre “anomalie” segnalate, era stata messa a verbale la prova che le dichiarazioni di Fiorespino e di Chiara Galvagni erano menzognere. Eppure nessuno ne ha tratto la minima conseguenza.

Gli Audit ordinati da Gubitosi e realizzati non servivano a prendere provvedimenti in merito alle irregolarità emerse, ma erano fatti solo per dire di aver adempiuto al proprio “dovere” salvo poi insabbiare tutto.

Se avessero veramente voluto fare il bene dell’azienda, avrebbe potuto far emergere i casi di infiltrazione mafiosa nel sistema degli appalti Rai almeno due anni prima. Per farlo, sarebbe stato sufficiente chiamare Piero Di Lorenzo e farsi spiegare con calma quanto già dichiarato durante l’ormai nota conferenza stampa del settembre 2013.

L’imprenditore che durante la puntata di “Report” ha denunciato alcune irregolarità, in realtà aveva già parlato in passato con Di Lorenzo di tanti altri episodi, in presenza di testimoni che alla fine hanno persino sottoscritto un verbale dell’incontro.

Ma, purtroppo, Gubitosi e il suo clan non volevano far emergere le illegalità denunciate da DPiero Di Lorenzo. Si sono, invece, impegnati per fargli la guerra e per escludere la sua azienda, la LDM, dagli appalti Rai con la scusa della qualità del prodotto. E così hanno fatto in modo che chi aveva deciso di parlare allora (con due anni di anticipo) e denunciare gli illeciti di cui era a conoscenza ha finito con l’edulcorare le accuse davanti al Pm Galanti, per paura di perdere il lavoro.

È stato proprio il Pm a mettere per iscritto che, pur essendo convinto che Di Lorenzo dicesse la verità, non poteva sostenere l’accusa poiché, “a causa del clima vischioso ed omertoso” che vigeva in Rai, non era riuscito raccogliere le prove e le testimonianze sufficienti a reggere la richiesta di rinvio a giudizio per i denunciati.

E chi ha reso possibile questo clima in Rai? Chi ha protetto il sistema mafioso vigente in viale Mazzini? Dov’erano il Dg e i direttori mentre accadevano queste cose? Loro che avevano il potere di fare pulizia o insabbiare le denunce, cosa hanno scelto di fare?

Ma ora che è cambiato il “manico” finalmente il muro dell’omertà comincia a sgretolarsi. E così quegli stessi soggetti che per quasi tre anni hanno combattuto senza tregua Di Lorenzo pur di insabbiare le sue denunce oggi dichiarano senza vergogna: «è stata aperta un’analisi interna per accertare i fatti e identificare eventuali carenze nella comunicazione con l’autorità giudiziaria».

Ma quali analisi? Quali carenze? È tutto fin troppo chiaro: una cricca di dirigenti ha volutamente evitato che il malaffare venisse alla luce. Si è impegnato a demotivare chi, nauseato o costretto, era pronto a parlare e denunciare il sistema mafioso e criminale che inquinava la Rai.

Queste persone hanno cercato di intimidire chi osava sfidare il loro potere invischiando la Rai nella causa (solo) civile contro l’Ultima Ribattuta e Piero di Lorenzo, creando danni pazzeschi all’immagine della loro azienda.

Basti pensare che alla ormai celebre conferenza stampa di Piero Di Lorenzo del 2013 dal titolo “Interferenze mafiose nel sistema degli appalti Rai” intervenne una giornalista di un’importante testata nazionale. La signora si mostrò ovviamente molto interessata all’argomento e, nell’andare via, chiese un’intervista in esclusiva. Peccato che poi non pubblicò nemmeno una riga. Guarda caso, in quei mesi la Rai stava finanziando un’operazione di quella testata (oltre alle “carinerie” milionarie fatte a qualche famigliare del direttore del giornale in questione) così che alla fine il risultato fu il silenziamento di quanto stava avvenendo in viale Mazzini.

Fortunatamente per noi e sfortunatamente per loro, le cose stanno cambiando, sia in Rai sia nel Paese. Anche in Rai sta arrivando il vento che spazzerà via le incrostazioni che hanno caratterizzato soprattutto gli ultimi anni. Aria nuova, di cambiamento. E verrà presentato il conto sia a quelli che stanno, purtroppo, ancora ai loro posti, sia a quelli che hanno già tolto il disturbo.

Fonte: L’ultima Ribattuta: “Rai, il cerchio magico si stringe e strangola i Gubiboys”

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