skip to Main Content

Il Messaggero: Renzi visita l’IRBM di Piero Di Lorenzo

«Finalmente nelle prossime settimane partirà un piano per la ricerca da 2,5 miliardi, finalmente si tornerà a investire». Così il premier Matteo Renzi al termine della visita alla Irbm, azienda farmaceutica di Pomezia.

Piero DI Lorenzo
Renzi e il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, hanno visitato la sede dell’azienda che ha sviluppato il vaccino contro il virus ebola. «Dovremmo parlarne di più, lo dico rendendo omaggio a chi, accettando una sfida impossibile, ha salvato questo luogo. Sono orgoglioso dei lavoratori a nome dell’Italia», ha detto il premier riferendosi all’azienda farmaceutica. «In un incontro internazionale – ha raccontato Renzi – posi il tema che per ebola avevamo fatto un grande lavoro come Italia grazie a una realtà come questa. Vedevo i miei interlocutori interessati a sapere di più: qui si è isolato, contemporaneamente a un’azienda americana, il virus e qui si è data una risposta di immediato ed efficace impatto. Perché l’Italia è anche questo».

Il presidente del Consiglio si è poi soffermato sulla storia recente dell’azienda: «Nel 2009 qualcuno voleva tracciare una croce su questa struttura. E qui partono i pazzi che decidono di investirci e da Pomezia fanno ripartire una storia che sembrava sparire, ripartendo da 22 persone. Da questo nucleo si arriva alle 250 persone di oggi, di cui una cinquantina assunte l’anno scorso col jobs act».

«Ho iniziato lavorando in banca e facendo il sindacalista della Cgil. Anni fa mi mandarono a spiegare l’art.18, quindi ora sono sopra le parti. Il Jobs act è stato non una manna dal cielo, di più, per un imprenditore ha fatto la differenza». Così Piero di Lorenzo presidente di Irbm, azienda specializzata in ricerca farmaceutica a Pomezia, elogia la riforma del lavoro del governo. Di Lorenzo ha ringraziato il premier e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti per la visita alla IRBM SpA di Pomezia dove è stato isolato e ora viene prodotto il virus anti-Ebola. «Non è vero – ha detto – che le istituzioni sono matrigne, negli ultimi tempi c’è stato un grosso supporto del ministero, della Regione e devo dire che anche in Europa stiamo recuperando l’orgoglio di essere italiani».

Fonte: Il Messaggero

Back To Top