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Corriere di Viterbo: All’Unitus un centro di ricerca sui farmaci naturali

Stamattina la presentazione del progetto finanziato dal ministero, al quale collaboreranno Cnr e industrie del settore.
Nel progetto Pronat il mondo accademico e quello industriale 
uniscono le forze per individuare principi attivi non chimici

Viterbo: Nonostante siano in costante aumento, i fauto­ri della medicina naturale spesso vengono ancora guardati con sospetto dal resto della popolazione e dalla comunità scientifica. Ma qualcosa sta cambiando e, dopo due decenni di interesse marginale da parte delle aziende farmaceutiche, le sostanze naturali stanno tornando ad essere una fonte preziosa per la scoperta di nuovi farmaci. Va proprio in questa direzione il progetto di ricerca Pronat che sarà presentato stamattina all’Università della Tuscia.

Ci sono quelli che curano la depressione con la curcuma e quelli che alleviano l’ansia coi fiori di Bach. Ci sono quelli che abbassano la pressione ar­teriosa con l’aglio crudo e quel­li che combattono la stitichez­za con le 12 erbe. Nonostante siano in costante aumento, i fautori della medicina natura­le spesso vengono ancora guar­dati con sospetto dal resto del­la popolazione e dalla comuni­tà scientifica. Ma qualcosa sta cambiando e, dopo due decen­ni di interesse marginale da parte delle aziende farmaceuti­che, le sostanze naturali stan­no tornando ad essere una fon­te preziosa per la scoperta di nuovi farmaci.

Va proprio in questa direzione il progetto di ricerca Pronat, sull’identificazione di agenti bioattivi di origine animale e vegetale, che vede protagonista il Cnr e in cui sarà coinvolta l’Università della Tuscia. L’iniziativa può già contare su un cospicuo finanziamento di recente sbloccato dal Cipe.

Il progetto verrà presentato stamani alle 11 nel salone del­l’Unitus. Parteciperanno il ca­podipartimento del Miur Mar­co Mancini (nonché ex magni­fico della Tuscia), il presidente del Cnr Massimo Inguscio, l’amministratore delegato del consorzio Cnccs/Presidente IRBM SpA Piero Di Lorenzo, il deputato del Pd Giuseppe Fioroni, che, da ex ministro dell’istruzione, è stato tra i fautori del progetto, e il rettore Alessandro Ruggieri.

“Grazie alle strategie di screening di prodotti naturali che sfruttano i recenti progressi della tecnologia e agli approcci genomici e metabolomici in grado di potenziare i tradizionali metodi di studi – si spiega in una nota – si assiste a un rinnovato interesse nei riguardi dei prodotti naturali, che rappresentano una fonte molto ampia e ancora non completamente esplorata di molecole bioattive”.

Il progetto Pronat metterà insieme le competenze accademiche dell’Università della Tuscia, e in particolare della facoltà di Agraria, con le competenze industriali, per l’identificazione e lo sviluppo di nuovi principi attivi da utilizzare in campo biomedico.

“Guardando al futuro – prosegue la nota – i recenti progressi tecnologici potrebbero essere sufficienti a rivitalizzare lo sfruttamento dei prodotti naturali come punti di partenza per la scoperta di farmaci, in particolare rispetto al crescente interesse per lo screening fenotipico. La comprensione delle proprietà fisico-chimiche dei prodotti naturali al fine di favorire lo sviluppo di farmaci non differisce dai normali principi di chimica farmaceutica che si applicano ai composti sintetici”.

Il progetto si propone quindi di costituire una collezione di prodotti naturali provenienti dalle attività di ricerca afferenti al Cnr e altri partner accademici come fonte di molecole attive.

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