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Corriere di Viterbo: Farmaci naturali, 6 milioni per la ricerca

All’Unitus un progetto promosso dal Miur e “benedetto” dal Crn: Ieri mattina la firma della convenzione

Filmata convenzione tra Università della Tuscia e CNCCS. Fioroni: “Ora lavoriamo per un polo biomedico a Palazzo Doria Pamphili”

VITERBO – Sei milioni di euro di finanziamenti; un Polo biomedico con sede a palazzo Doria Pamphili; una posizione di avanguardia nello studio teso alla scoperta di nuovi farmaci naturali: è quanto Viterbo si trova a “incassare”, un po’ subito e un po’ nel futuro prossimo, dal progetto Pronat, oggetto del­la convenzione firmata ieri mattina all’Università della Tuscia dal rettore dell’Unitus Alessandro Ruggieri e dall’amministratore delega­to del Cnccs (Collezione nazionale di composti chimici e centro screening) e presidente dell’IRBM SpA, Piero di Lorenzo, con la “benedizione del presiden­te del Consiglio nazionale delle ricerche Massimo Inguscio, del capo del Dipartimento per la formazione superiore e la ricerca del ministero dell’Istruzione Marco Mancini, e dell’onorevole Giuseppe Fioroni, ispiratore del progetto.

Piero Di Lorenzo

Una partnership che coinvol­ge anche il Cnr in quanto il Cnccs è un consorzio pubbli­co-privato costituito nel 2010 appunto dal Consiglio nazionale delle ricerche, dall’Istituto Superiore di Sanità e da IRBM SpA, centro di eccellenza nel campo della ricerca biologico-molecolare. Ma cosa è il progetto Pronat? Si tratta di “costituire una collezione di molecole naturali per testarle su bersagli biologici” per capire se e quali potrebbero avere “effetti potenzialmente terapeutici”. In parole più semplici, si tratta di fare il primo passo nella ricerca di “farmaci naturali” per la quale Viterbo potrebbe diventare un centro di prima grandezza a livello nazionale. Perché l’Unitus? Per la sua importante collezione di molecole naturali.

La parola più usata, nel corso della conferenza stampa convocata per presentare il progetto Pronat, è “potenzialità”, e il perché lo spiegano bene Marco Mancini e Giuseppe Fioroni: “Il punto cruciale è questo – dice il primo – che questa ricerca ha un potenziale esito nel set­tore farmaceutico, con possi­bili ricadute gigantesche”. L’onorevole Fioroni parla di “una prateria per i finanziamenti europei”, e anticipa che ci sarà al più presto un incontro con Nicola Zingaretti per coinvolgere anche la Regione e i suoi progetti di ricerca nel progetto che sta prendendo forma nella Tuscia”. Aggiunge Fioroni, per sottolineare la valenza del progetto Pronat, che il Cipe ha approvato il suo finanziamento perfino prima di varare il Piano di ricerca nazionale.

Sergio Altamura, direttore del dipartimento di biologia dell’Irbm SpA, spiega più nel dettaglio lo scopo del progetto: “Si tratta di avere molecole validate su un sistema biologico per possibili utilizzi in campo farmacologico; un processo lunghissimo del quale il progetto varato oggi a Viterbo costituisce il primo essenziale passo. Noi ad oggi abbiamo una collezione di 150mila molecole chimiche e consideriamo un valore aggiunto enorme questa collaborazione con l’Università della Tuscia, per la sua collezione di molecole naturali”.

Piero Di Lorenzo, amministratore delegato del Cnccs e presidente dell’IRBM SpA, saluta con soddisfazione la firma della convenzione: “Finalmente si cominciano a studiare le molecole naturali, piuttosto che quelle biochimiche, per la medicina”.

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