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Corriere della Sera: Il vaccino anti ebola è stato inventato a Pomezia

Il vaccino «italiano»

Uno dei vaccini che promettono di combattere l’epidemia di Ebola è italiano, di proprietà della società farmaceutica GlaxoSmithKline e prodotto in Italia negli stabilimenti di Okairos/Advent, presso l’Irbm SpA di Pomezia (Roma), in collaborazione con i National Institutes of Health americani. La storia, il meccanismo d’azione le nuove prove d’efficacia del farmaco – di cui i test sull’uomo iniziano proprio questa settimana – saranno pubblicati domenica su Nature Medicine.

“Questo vaccino, la cui proprietà è della Gsk che lo scorso anno l’ha acquistato, è completamente italiano – ha sottolineato Riccardo Cortese, ceo di Okairos che ha concepito e realizzato, in collaborazione con i National Institutes of Health, il vaccino prodotto in joint venture con Irbm a Pomezia – e continua ad essere prodotto a Pomezia, dove ci sono le tecnologie e le capacità di produrlo. La nostra fortuna è stata quella di aver trovato sul territorio giovani ricercatori di eccellenti qualità”.

Il presidente del Lazio Nicola Zingaretti ha visitato giovedì l’Irbm SpA. “Dentro questi laboratori, dopo anni di ricerca da parte di scienziati straordinari, è stato inventato il vaccino anti Ebola” ha detto il governatore.

Al via i test per un altro vaccino

Dall’inizio del 2015 cominceranno poi i test sull’uomo di un secondo vaccino. Lo ha annunciato l’azienda Johnson & Johnson. Invece di focalizzarsi sia sul ceppo Zaire che su quello Sudan, l’azienda si concentrerà solo sul primo, responsabile dell’epidemia attuale. Il vaccino, che in realtà è la combinazione di due trattamenti messi a punto dalle compagnie biotech Crucell, controllata da Johnson, e Bavarian Nordic, è stato ottenuto a partire da un adenovirus, un virus non pericoloso per l’uomo, che porta all’interno dell’organismo i geni necessari dell’Ebola affinché si generi una risposta immunitaria. La formula, che prevede due iniezioni, è stata testata con successo sulle scimmie, mentre i primi test sull’uomo saranno tesi a verificare solo l’assenza di effetti collaterali gravi.

Riunione di emergenza dell’Unione africana

Intanto l’Unione africana ha annunciato una riunione di emergenza per lunedì per delineare una strategia comune, ad Addis Abeba. I Paesi membri hanno espresso preoccupazione per la chiusura delle frontiere e la sospensione dei servizi aerei decisi da alcuni Stati, decisioni che “in ultima analisi, non hanno fatto altro che aumentare la sofferenza” già causata dal virus. Ed è stato identificato il terzo americano contagiato dal virus dell’Ebola: si chiama Rick Sacra ed è un medico di Boston che opera con l’organizzazione umanitaria Sim Usa, tornato in Liberia un mese fa dopo che altri suoi due colleghi si sono ammalati (Kent Brantly e Nancy Writebol).
“Non curava i pazienti affetti dal virus, aiutava le partorienti all’ospedale della missione” ha spiegato l’organizzazione. Non è stato rivelato se il medico sarà trasferito negli Usa per curarsi come Brantly e Writebol, entrambi guariti grazie al trattamento con il siero Zmapp.

 

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