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Regione Lazio, Zingaretti a Pomezia nei laboratori anti-ebola. Visita al centro di ricerca internazionale insieme al vicepresidente Massimiliano Smeriglio

Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, insieme al suo vice, Massimiliano Smeriglio, ha visitato stamattina i laboratori dell’Irbm SpA di Pomezia, in provincia di Roma, dove il team di Okairos, guidato dal professor Riccardo Cortese, ha concepito e realizzato il vaccino sperimentale anti Ebola, recentemente approvato dalla Food and Drug Administration che ha dato il via ai trials clinici sull’uomo negli Usa e nel Regno Unito.

Entusiasta il commento di Zingaretti al termine del “tour” della struttura: “Dentro questi laboratori di Pomezia, nel Lazio, dopo anni di ricerca da parte di scienziati straordinari è stato inventato il vaccino anti Ebola. Voglio fare i complimenti al professor Cortese e a tutta la sua equipe, che hanno fatto un lavoro importantissimo giungendo a un’innovazione di carattere planetario. Noi siamo qui per accendere i riflettori e contribuire a proporre e a sottolineare quanto per il futuro del Paese sia importante investire su ricerca e innovazione. Come dicono in Usa, anche in Italia we need a new game, e nel Lazio questo nuovo gioco lo abbiamo già iniziato”.

LABORATORI ALL’AVANGUARDIA

I laboratori dell’Irbm di Pomezia, vera e propria cittadella indipendente, dotata di pannelli solari, centro di smaltimento rifiuti e pozzo per l’autosufficienza idrica, si sviluppa su circa 20mila metri quadri di laboratori, specializzati in analisi e produzione di vaccini. In passato nella struttura sono già stati sviluppati farmaci contro l’Hiv e l’epatite C.
Per Zingaretti “questo parco è una fabbrica di futuro, un punto di eccellenza su cui scommettere in un Paese che le fabbriche le chiude. Questo modo di fare ricerca è in totale controtendenza con il resto d’Italia: il nostro compito è capire che bisogna essere vicini a questi picchi di innivazione ma anche guardare in faccia la realtà e capire che questo non basta, più perché abbiamo bisogno di un sistema competitivo, e tutto il sistema Paese va cambiato.
“Con questo centro – ha concluso il governatore – avevamo avviato un protocollo d’intesa a sostegno della ricerca e continueremo su questa strada, anche perché c’è una buona notizia: per una volta un grande scienziato italiano e un grande centro di ricerca italiano hanno fatto una grande scoperta e le istituzioni erano presenti, il che ci rende particolarmente orgogliosi”.

RICERCA ITALIANA

“Quella di oggi – ha sottolineato Smeriglio – è una bella giornata, e non è solo una vicenda laziale. Stiamo parlando del vaccino anti Ebola, è l’Italia che si mette a disposizione del sud del mondo, della tragedia africana. Noi stiamo lavorando così: mesi fa abbiamo chiuso un accordo pubblico-privato, perché è importante il rapporto con la privata IRBM, ma anche il coordinamento e la supervisione del Cnr, che è una struttura pubblica. E poi abbiamo di fronte la programmazione dei prossimi tre anni, e invece di fare interventi a pioggia abbiamo deciso che bioscienze, sostenibilità e cultura saranno i punti su cui investiremo di più”.
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